I LUOGHI

La base, che si raggiunge dal cancello d'ingresso a piedi in pochi minuti, è costituita da uno chalet, costruito da R/S volontari negli anni '50, situata su un bel pratone (Prato di S.Nicolao) dove è possibile piantare diverse tende, attenendosi alle indicazioni dei gestori sui luoghi giusti per piantarle, e NON scavando canaletti. In tenda possono stare un massimo di un
centinaio di persone (non in mezzo al prato perché se piove scorre l'acqua!). Nello chalet si può dormire in trenta-quaranta persone. Si registrano record con numeri superiori, ma la convivenza è difficile. Vi sono poi alcuni altri luoghi adatti al campeggio: il Prato delle streghe, con possibilità di piantare tende e uno stabile utilizzabile, ove possono stare una ventina di persone e un'eventuale cambusa, il Roccolo, stabile ristrutturato dove si può dormire in una ventina. Il resto del campo è costituito da boschi e radure, dove è ancora possibile attendarsi, tenendo presente che tutti gli altri luoghi sono progressivamente più lontani dai servizi. La capienza totale del campo scuola è notevole, calcolando spazi coperti e possibilità di montare le tende. Tuttavia all'oggi, proprio per la scarsezza dei servizi, il Comitato di Gestione del campo non prevede di ospitare più di 200 persone contemporaneamente in un weekend.
Il pratone è molto ben visibile dall'alto (per la precisione dalla Rupe di Papin, in onore di un capo scout che da qui si calava allo chalet con passaggio alla marinara!) e si presta molto bene alla normale attività di campeggio e naturalmente di gioco. Offre svariati punti di fuga verso tutte le direzioni, stando solamente attenti di non inerpicarsi dietro l'altare
sugli sfasciumi presenti: sembra piuttosto pericoloso. Interessanti anche i due sentieri che portano in zona balneazione.
LE STREGHE: si descrive, con questo simpatico nome, tutta quella zona di campo, delimitata da un bel muretto a secco, che sta sopra al pratone dello chalet, raggiungibile con pochi minuti di strada a piedi dal gruppo di querce rosse del pratone di cui sopra. Prima di arrivarvi, si
passa dal primo laghetto del campo, il lago (con enfasi parlando) degli elefanti. Narra la leggenda (o la Storia) che di qui si abbeverassero alcuni degli elefanti a seguito di Annibale: ecco il perchè del nome.

PRATO E LAGO DELLE CANNE: Si raggiungono senza problemi con vari percorsi: dal prato delle streghe, proseguendo per la strada principale verso sinistra, oppure con la strada che passa tra la casa delle streghe e il baitone (bruciato), o ancora dai due sentieri che scendono dal cancello del pascolo del Signor Osio verso il lago.

Il luogo è molto interessante, con un laghetto perenne - alimentato dalle piogge e, probabilmente da qualche sorgente, con un emissario canalizzato sempre abbastanza fluente.

La zona è piuttosto lontana dallo chalet con i servizi igienici, per non dire poi dall'acqua potabile, pertanto è sconsigliabile accamparcisi, vista anche la struttura inadatta e fragile del prato.

BAITA E PRATO DEL CONTRABBANDIERE: Scendendo dal prato delle canne, in direzione Sud, dopo essere passati su un ponticello di tronchi, si arriva ad una zona umida - lo scarico del laghetto delle canne - dotata di cascata, attiva quasi tutto l'anno, circondata di ontani neri, ad un cancello che non si sa bene che cosa delimiti, e ad una baita piccola ma in posizione simpatica, con davanti un bell'abete rosso. La baita è abitabile, con la solita problematica della lontananza dei servizi (qua realmente drammatica).

 

IL ROCCOLO (& DINTORNI): se si prosegue lungo la sponda Sud del laghetto, lungoil sentiero largo nel bosco, che alla fine risale verso la pendenza del Montecchio ci porta al ROCCOLO.

Il vecchio roccolo di caccia, ora rinnovato in un piccolo ma accogliente rifugio per circa 20 persone, si raggiunge dal Lago delle ninfee. La stradina prosegue sul crinale ed è molto panoramica: a sinistra il pascolo del proprietario Sig. Osio ed oltre le prime case di Colico; dietro il monte Legnone. A destra del sentiero, dove il bosco si dirada, si hanno begli scorci dei prati sottostanti e della riva opposta del lago di Como.


Il Lago di Como verso la palude di Pian di Spagna - Monte Ligoncio.